Una startup può avere un founder che proviene dagli ambiti più disparati:

  • Dal designer al developer ognuno ha la propria visione, spesso questa però considera solo marginalmente la crescita.
    “Il nostro è un bel prodotto, lo vorranno tutti!” è il presupposto tipico di chi si innamora della propria idea.
  • Anche quando abbiamo un founder commerciale, questo non ha ben presente cosa si intende per crescita: per lui si tratta di “avere un rete commerciale”, peccato che nel 2017 il porta a porta è percepito giusto un pelo sotto il waterboarding.

Quando parliamo di growth hacking invece, stiamo ragionando su dinamiche diverse dai parametri tradizionali.

Questo libro di Raffaele Gaito è un esattamente quello che serve allo startupparo appena arrivato:
un vademecum dettagliato di metodologie, procedure, sigle e concetti indispensabili per affrontare la creazione di una startup.

La struttura del libro è adorabilmente schematica e srotola in maniera leggibile e veloce framework fondamentali in modo da far acquisire al lettore familiarità con termini come: ctr, ltv, tofu, cac, ecc.

Quindi niente fesserie cosmogoniche sulla “forza che è dentro di te per diventare il vincente che sai di essere”.
No, solo cose tecniche. Punto.

La parte dedicata alle metriche spiega in maniera efficace cosa tenere in considerazione dei dati che avete a disposizione e come ragionarci su, il tutto confezionato in una sequela di semplici formule che servono a tenere tutto sotto controllo.

Abbiamo una guida ragionata su tutto quello che c’è da sapere attorno alla crescita per poter arrivare dagli investitori con i numeri che vogliono leggere (hint: fra questi non c’è il numero di fan su Facebook).

Il libro potrebbe essere utile anche alle PMI che decidono di innovare con criteri non tradizionali: se per esempio un’azienda opta per creare una piattaforma a supporto del proprio business, l’approccio da growthacker nella pianificazione e nella misurazione dei risultati diventa fondamentale.


Ho rapito Raffaele per chiedergli 3 cose da tenere in considerazione quando fai startup

  1. Fidati solo dei dati. Questo vale ancora di più se sei giovane e con poca esperienza. Le decisioni importanti vanno prese dati alla mano!
  2. Marketing e prodotto non sono due cose separate. Pensare di fare marketing quando il prodotto è pronto è troppo tardi. Sono due lati della stessa medaglia!
  3. Parla con i tuoi utenti. Già questo da solo salverebbe la vita a una buona percentuale di startup. Parla con i tuoi clienti fin dal giorno zero, cambierà tutto!

Titolo: Growth Hacker. Mindset e strumenti per far crescere il tuo business
Autore: Raffaele Gaito
Indice

  1. Dal marketing “tradizionale” al growth hacking
  2. Tutta questione di mindset
  3. Come e perché nasce il growth hacking
  4. Growth hacking vs marketing
  5. Il profilo di un growth hacker
  6. Da grande voglio fare il growth hacker
  7. Multidisciplinarietà e “formazione a T”
  8. Come si diventa growth hacker
  9. Diventare growth hacker partendo dalle proprie competenzedi Luca Barboni
  10. Un growth hacker all’opera
  11. I dati (hard e soft) prima di tutto
  12. Il mindset di un growth hacker
  13. Tool di analytics
  14. Senza metriche non c’è prodotto vincente di Emanuela Zaccone
  15. Processi ed esperimenti
  16. Il growth hacking come processo
  17. Esperimenti
  18. Quattro step per una strategia vincente
  19. di Giuliano Ambrosio
  20. L’acquisizione utenti
  21. Chi sono i tuoi utenti
  22. Dove sono i tuoi utenti
  23. Il mito della viralità
  24. Non esiste innovazione senza fallimento di Jacopo Mele
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