Nadia è una copy che ha trovato la sua nicchia e ha un sito molto interessante dove ne parla in tutti i dettagli più hot. Con il suo sexwriting.it si è posizionata come copy orientata al settore adult.
Le ho fatto qualche domanda per scoprire qualche interessante retroscena del suo lavoro.

Ciao  Nadia, siccome la domanda “come hai cominciato?” te l’avranno fatta tutti, la salto a piè pari e andiamo subito sul tecnico.\
Secondo te oggi qual è il campo di battaglia degli ecommerce per adulti? SEO o Social?
Probabilmente la risposta potrebbe essere
“tutte e due più il content… in pratica: inbound marketing”.
Sbaglio?

Vista l’alta concorrenza sul web, credo che il campo di battaglia sia inbound marketing+personalità del sexy shop. L’ambito social è molto più difficile da gestire per due grossi limiti: Fb ti blocca anche le più innocenti sponsorizzazioni e il pubblico non interagisce, né condivide i post di un e-commerce adult.

Uno strumento fondamentale, che però vedo poco sfruttato dai sexy shop online (con qualche rara eccezione), è l’email marketing. Mantenere i rapporti con il proprio pubblico, infatti, è fondamentale per distinguersi dalla concorrenza. E il canale email è il più prezioso per personalizzare offerte, inviare informazioni e news. Così come per coltivarsi pian piano un nuovo cliente o per fidelizzarlo.

La differenza, secondo me, la fanno i contenuti e già a partire dal sito web. Un sito con grafica e immagini accattivanti, contenuti educativo/informativi e un blog con articoli che rispondono a molteplici domande sulla sessualità offre un valore diverso da quello di un sito scarno e con descrizioni tradotte dall’inglese con i piedi.

Una complessità che devi gestire è sicuramente il tone of voice: usi linguaggio aulico o sei “talk dirty to me”?

Il tono di voce dipende da una serie di fattori, su tutti il target, la personalità dell’azienda e il genere di articolo (nel caso di contenuti testuali per un blog). Il linguaggio usato, quindi, varia di volta in volta. Personalmente non uso mai uno stile aulico, perché si presuppone che un testo debba essere comprensibile ai più. Puoi modularlo, ovviamente, con termini raffinati. Ma un testo per sex blog o per sexy shop dovrebbe mantenere più le caratteristiche del parlato che quelle di un discorso solenne.

A meno che il blog non sia filosofiga.com, che mescola sapientemente ironia, espressioni auliche e termini espliciti (come cappella, cazzo, lingua in culo, ecc. ). In questo caso, però, loro hanno un target e un’identità colti, non badano ai tabù e si scompongono senza troppi problemi. Del resto, chi ha letto De Sade non si fa problemi a mischiare filosofia e hard. E non si sconvolge più di tanto :-).

Sul dirty che dirti… Lo uso, a volte, in articoli che trattano appunto di dirty talking. Insomma, se scrivo un post sulle frasi zozze da dirsi durante un amplesso o al telefono o in chat o in cam, ‘ste frasi le devo scrivere, no? 🙂

Mi sono sempre chiesto: quando vogliamo essere formali, utilizziamo fellatio invece di un blowjob stile Cosmopolitan, secondo te c’è una ragione precisa sul come mai utilizziamo termini latini per indicare le varie pratiche sessuali? Siamo tutti avvocati repressi?

Usiamo termini latini semplicemente perché certe pratiche vengono indicate con termini latini. Poi, sai, dipende dal contesto in cui ci esprimiamo e dall’intenzione. Se io, Nadia, faccio un post su Fb – per dire – posso usare fellatio per mantenere un certo distacco, per darmi un tono o semplicemente perché non voglio scadere nel volgare. Altresì, posso usare pompino se voglio provocare, se voglio apparire confidenziale o se opto per un linguaggio più diretto.

Per la scrittura web Adult la scelta dei sinonimi non è libera, secondo me. Ne ho scritto in un articolo, provando a chiarire quando usare fellatio, pompino e blowjob. Chi scrive, inoltre, deve tener presente dove vuole atterrare il lettore. Un esempio? Prova a digitare su Google “pompino con ingoio” e “come fare pompino con ingoio”. Nel primo caso la parola pompino è associata a termini hard e infatti in SERP ti escono solo siti porno. Nel secondo, invece, la SERP ti dà contenuti di magazine, blog, forum di riviste femminili online, ecc.

Questo per dire cosa? Che la scrittura Adult non può fare a meno delle intenzioni di ricerca e della disposizione del lettore. Una fanciulla può cercare informazioni su come fare un pompino, così come dei video porno: le intenzioni sono diverse, anche se l’oggetto di ricerca è lo stesso. La repressione qui non c’entra, perché tu utente sei solo con la tua ricerca, lo schermo e i risultati. Semmai, la repressione esce fuori quando mancano commenti su sex blog, profili social di siti Adult e affini. Lì entra in campo l’esposizione pubblica e sul sesso solitamente non ci si espone.

Passiamo alle parole di oggi, le statistiche annuali che vengono pubblicate dai vari porn hub sono spesso il termometro della nazione:
sembra che il pubblico italiano sia particolarmente affezionato al prodotto locale (la prima keyword era “Italian”) e sempre attaccato al proverbio “la mamma è sempre la mamma” (la seconda keyword era MILF).

Prendi in considerazione queste statistiche nell’elaborazione delle tue strategie?
Che altre fonti analitiche utilizzi nel tuo lavoro?

Le prendo in considerazione nella misura in cui c’è interesse intorno a un tema o a una categoria. Le statistiche di PornHub, però, mi servono in parte, perché esprimono le ricerche sul porno e il porno appartiene all’ambito delle fantasie sessuali. Chiarisco meglio. Curo il blog di un sito di annunci sessuali. Se la categoria Milf è fra le più cliccate su PornHub, posso usare la keyword per uno o più articoli sulle Milf.

Ma se dalle statistiche del sito che gestisco le ricerche si concentrano su altre categorie, privilegio gli insight del sito, non quelli di PornHub. Insomma, mi interessa di più chi cerca incontri di sesso reali e meno chi sfoga le sue fantasie consumando porno.

Come altre fonti uso Google Trends o Keyword Planner nei limiti del possibile, perché il settore Adult è il più penalizzato dai tool analytics. In molti casi, poi, lavoro a stretto contatto con esperti SEO, che mi forniscono kw, metriche e dati.

Stando ai vari strumenti di analisi di cui accennavo, secondo te, oggi nel 2018 cosa “vuole” l’Italia? Che trend si stanno affacciando nell’ambito della sessualità?
Ci sono dei segnali su cose “insospettabili” fino a qualche anno fa?

I trend maggiori riguardano senza dubbio i sex toys, il Bondage, il Pegging. I primi registrano aumenti di vendita mai visti prima. Merito di internet, di certi sexy shop online che hanno fiutato nelle donne il target migliore e della diversa narrazione che se ne fa. Oggi gli adult toys sono percepiti come oggetti di benessere sessuale, sia per la coppia che per i single. In più, passano per oggetti ludici e non (più o solo) come surrogati del sesso per single. Considera, poi, che quelli interattivi si inseriscono nelle dinamiche del sesso a distanza, che pare sempre più praticato. E pensa che alcune Vip ci hanno messo la faccia nella promozione di alcuni toys. Una su tutte la Paltrow, che ha anche creato una sua linea di dildo.

Il Bondage, invece, risponde alla curiosità innescata dalla saga di 50 Sfumature, che sta sdoganando un bel po’ di pratiche BDSM. Anche se permane ancora molta confusione sull’argomento. Il Pegging, infine, riscuote molta curiosità. Ma francamente non so se perché si è cominciato a parlare con più frequenza di piacere prostatico o se anche questo è un effetto dello sdoganamento delle pratiche dom/sub. Fatto sta che proprio il Pegging era insospettabile fino a qualche tempo fa, perché nella cultura maschile etero è una pratica che mina l’immagine virile dell’uomo. Segno che l’omofobia comincia a perdere terreno? Lo spero.

Il settore dell’hard in genere è uno dei più competitivi in assoluto, quali sono le strategie più innovative che hai visto applicare dai vari Porn Hub/You Porn/ecc?

In materia di content marketing credo che PornHub sia insuperato e per ora insuperabile. Come ti dicevo prima, nel settore Adult lo scoglio maggiore è quello di creare interazioni e far parlare di sé. Nessuno si sognerebbe di postare sui propri social contenuti relativi al sesso o al porno. Per non parlare di Fb, che sbarra all’Adult ogni canale di diffusione e pubblicazione.

PornHub ci è riuscito con campagne virali che hanno puntato sull’ironia, sulla condivisione di statistiche, su informazione ed educazione sessuali. Pensa alla campagna per reclutare un nuovo direttore creativo, agli spot video natalizi del 2015 e 2016, all’ultima geniale campagna Fuck Your Period, dedicata alle donne e ai vantaggi dell’orgasmo nei giorni del ciclo. Ma pensa anche al PornHub Sexual Wellness Center, un vero e proprio contenitore editoriale con articoli e consigli sul sesso. E cosa gli vuoi dire sull’apertura degli store fisici di Milano e New York? Insomma, come far parlare di porno e sesso, senza parlare esplicitamente di porno e sesso. Se oggi dici piattaforma di video porno, dici in automatico PornHub.

Una buona alternativa a PornHub la dà Erika Lust, che è stata capace di dirottare l’attenzione per i contenuti porno sulle sue produzioni indipendenti. Tant’è che se oggi si parla di porno alternativo e non mainstream il primo nome che ti viene in mente è il suo. Questo grazie al suo posizionamento di nicchia, senza dubbio. Ma anche grazie al discorso di sensibilizzazione su porno e bambini/ragazzi che porta avanti con thepornconversation.org.

Secondo te, oggi 2018, come si fa a diventare professionisti della scrittura?
Qual è stato il tuo percorso? Cosa consiglieresti ai ragazzi che hanno una buona penna ma il mondo dice loro che questa non serve a nulla?

Il mio percorso forse è atipico. Non ho mai seguito un corso di digital copywriting o di web writing. Ho una laurea in Filosofia e la possibilità di un dottorato che all’ultimo minuto ho barattato con un lavoro retribuito. Mi sono ritrovata in azienda, poi in web agency e ora lavoro solo come esterna. Quindi, ho imparato sul campo quello che so, con tanto di errori a corredo. L’esperienza in web agency, soprattutto, mi ha dato molto. Ma ho avuto la fortuna di lavorare con persone davvero all’altezza del loro ruolo. Non so se altrove avrei imparato altrettanto.

Come si diventa professionisti della scrittura, mi chiedi. Scrivendo, sbagliando, correggendosi, studiando, leggendo. Facendo anche i conti con la noia, perché a volte questo lavoro è mortalmente noioso. Quindi, il consiglio che do (ma che va preso con le pinze) a chi vuole scrivere sul web è quello di mantenersi sempre molto curiosi. E di scegliersi, potendo, un campo che appassiona. A me l’Adult diverte, fa sorridere e ridere, mi fa riflettere e stimola il mio bisogno continuo di conoscenza.

Il mondo dice che una buona penna non serve a nulla? Di certo non serve a nulla se non dice nulla.

Finiamo in leggerezza: raccontaci un episodio particolarmente divertente che ti è successo durante il tuo lavoro.

Oddio, un episodio divertente. Ce ne sono un po’. Mi ha divertito una telefonata con il gestore di un club gay. Lo avevo chiamato per avere delle notizie più dettagliate sui “servizi” del locale. Ho preso fiato e gli ho chiesto in un colpo se avevano dark room e glory hole, se organizzavano naked party e orgy party. Dopo due secondi di silenzio, mi fa: “Ma guardi che questo è un locale per soli uomini!”. Un equivoco per me esilarante.

Poi c’è la telefonata con il titolare di un club per scambisti. Lui voce bellissima, profondissima, cavernosissima. Molto distinto nel linguaggio e nei toni. Mi racconta tutti gli spazi del club e tutti gli eventi in programma con fare super professionale. E chiude dicendomi: “Quando vuole venirci a trovare, sappia che è la benvenuta. Sarà nostra ospite per qualunque desiderio voglia soddisfare”. Come no! – ho pensato. Ma non gliel’ho detto.

Share This