Nel libro The Smarter Startup gli autori partono da un approccio interessante riguardo la classificazione dei business model.
Per prima cosa viene definito un framework che divide e organizza le personalità fondamentali e ne illustra le rispettive correlazioni, questo framework si chiama “business model archetypes”.

Questi modelli si ispirano al lavoro di Carl Jung, il quale aveva teorizzato l’esistenza di alcuni archetipi di personalità dai quali traiamo e costruiamo il nostro modo di essere.
Applicando il medesimo criterio, sono state isolate dagli autori 3 personalità di business:

  • product creators
  • service providers
  • traders

che uniscono la domanda e l’offerta.

Gli archetipi secondari di business model nascono dalla combinazione di caratteristiche di 2 o 3 archetipi base, nascono così i seguenti tipi aggiuntivi:

  • il brockerage (un’azienda che vende come servizio)
  • il subscription (un’azienda che trasforma un servizio in un prodotto)
  • il marketplace (che trasforma l’atto della vendita in un prodotto).

Infine abbiamo l’ecosystem, un archetipo che combina le caratteristiche di tutti gli archetipi primari.

I 7 archetipi sono astrazioni che descrivono i comportamenti fondamentali del business in correlazione con gli altri business. Dato che parliamo di astrazioni, potrebbe non essere immediato capire come possiamo applicarli.
Giunti a questo punto, attribuiamo 2 prototipi a ogni archetipo così ne dimostriamo l’applicabilità.
Un prototipo è una dimostrazione concreta dell’archetipo che riflette, un business model che possiamo effettivamente osservare nel mondo reale.
Per esempio: nel diagramma che rappresenta l’e-commerce e la lead generation vediamo che essi sono la rappresentazione di prototipi funzionanti dove ritroviamo l’archetipo “trade”.
Ambedue i tipi di aziende fanno incontrare compratore e venditori e ottengono ricavi dai loro servizi premium.

Ognuno di questi archetipi di business model ha i suoi punti di forza e di debolezza e, come ogni altro business, necessita che si tenga in considerazione la possibilità di tenersi aperte almeno 3 strade diverse per poter scoprire le migliori opportunità del mercato di riferimento.
Facciamo un esempio: mettiamo che che tu voglia fare un software e costruirci un business attorno.

  • Potresti sviluppare un software che si possa scaricare e comprare, come per esempio un plugin per una piataforma molto diffusa di CRM o e-commerce.
  • Potresti optare per una formula come Software as service oppure un formula in abbonamento nel quale gestisci e migliori continuamente il software di cui concedi l’utilizzo sulla base di un noleggio mensile, invece di vendere il software in blocco.
  • Oppure potresti creare un’agenzia che sviluppi soluzioni custom per il CRM o per il commercio elettronico.

Ognuna di queste opzioni è percorribile con un team di sviluppo adeguato.
Quale di queste è la migliore per il tuo business? Dipende dal tempo, dalla competizione nel tuo mercato, dalla tua abilità di ottenere capitali per scalare velocemente il tipo di business, dai vantaggi competitivi che hai acquisito.
L’archetipo Product è quindi quello più scalabile e profittevole, spesso consente di vendere il servizio in un marketplace specializzato.
Però è altamente soggetto al processo di commodification, quindi bisogna fare attenzione ai tempi e alla concorrenza.
In compenso, l’archetipo del service è più difficile da scalare ma richiede meno rischi e non è così vulnerabile una volta consolidato il mercato.


Qui trovate l’articolo originale e qui il libro.

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